Carissimi,
Il 2008 è finito. Un anno catastrofico per lo spettacolo, la lirica, la cultura italiana che, nonostante i numerosi riconoscimenti a livello internazionale, ha visto diminuire le sovvenzioni statali fondamentali per la sua sussistenza. Per la Fondazione Arena il 2008 è stato l'anno del Commissariamento.
Il 2009, con l'aria di crisi economica che investe il mondo, si annuncia con cupe premonizioni ma noi ci auguriamo che questo sia l'anno della rinascita del teatro e della cultura, a Verona come in Italia.
Questa rinascita può avvenire solo grazie a inziative come quella del Comitato, in cui persone di diversa estrazione sociale, culturale, politica, si sono messe insieme superando pregiudizi e paure, collettivizzando problemi, speranze, sogni, obiettivi e immaginando un modo diverso di fare spettacolo, di fare il proprio magnifico lavoro. La cultura, lo spettacolo, la lirica in Italia, stanno subendo un duro attacco, e possono resistere e risorgere solo facendo leva sulle forze proprie, quello delle maestranze artistiche, tecniche, amministrative che lo compongono. Quando musicisti, ballerini, attori, figuranti, autori, registi, maestri, scenografi, costruttori, tecnici, si renderanno conto che il futuro del proprio lavoro è nelle loro mani, allora il teatro e la cultura risorgeranno.
La cultura e lo spettacolo sono le macchine che realizzano i sogni impossibili dell'umanità, e se noi che lavoriamo dietro le quinte smettiamo di sognare allora che sogni presenteremo al pubblico? E poi che società sarebbe una società senza sogni, come quella che sembrano costruire oggi i nostri governanti?
Per questo, pur essendosi rirtirato in collina per la stagione invernale, il Comitato spontaneo dei Lavoratori della Fondazione Arena di Verona continua a vivere e augura a tutti voi un 2009 felice, di sogni da realizzare e di lotta.
“I risultati sono molti e positivi e, senza interventi straordinari dei soci, stiamo risanando il bilancio. Il lavoro fatto è buono.” Così Paolo Arena, vice-presidente della Fondazione Arena di Verona, sul Corriere di Verona il 14 settembre 2008 ha “risposto” alle preoccupazioni del Comitato Spontaneo dei Lavoratori della Fondazione Arena di Verona.
Mercoledi 17 settembre i giornali annunciano: TERREMOTO IN FONDAZIONE ARENA: azzerati i vertici. Ed è Commissariamento!
Martedi 5 agosto il Comitato spontaneo durante un incontro dei lavoratori dopo opera e inseguito ad una conferenza stampa rilasciata il 16 dello stesso mese, chiedeva il commissariamento per manifesta incapacità della dirigenza di portar avanti la Fondazione.
La visione del Comitato spontaneo è che attualmente si sta vivendo una strana situazione fra chi minimizza questo “terremoto guidato” e quanti danno la colpa a chi controllava il “sismografo” e non ha agito. In tutta questa partita a pingpong sembra che, come in tutte le situazione in Italia, non sia importante se la casa brucia…l’importante è non farsi trovare col cerino in mano!
Pare evidente che finora non c’è stata nessuna figura competente e strategia aziendale in grado di gestire bene e in modo proficuo, sia sotto il profilo economico che sotto quello del prestigio artistico, una Fondazione lirica. Tutti si lamentano e scaricano le colpe sui soci privati che non versano il dovuto ma nessuno si chiede il perché. D’altronde che attrazione d’investimento può avere un’azienda che non ha una sua identità culturale e una chiara strategia?
Riteniamo che l’unico modo valido per attirare investimenti, capitali e pubblico sia produrre spettacoli di qualità e per farlo è necessario avere artisti capaci e personale esperto: in primis un direttore artistico di prestigio e una dirigenza competente.
In merito alla dirigenza è bene far notare che i loro contratti non sono a termine come dovrebbero - e quindi eventualmente rinnovabili per meritocrazia - ma da più di vent’anni i dirigenti sono sempre gli stessi e quindi se dobbiamo valutare un risultato negativo nell’”equazione Arena” è giusto considerare non solo le “variabili” sovrintendente e Cda ma anche la “costante” dirigenza a cui di fatto spettano decisive responsabilità sugli allestimenti e sul personale.
Credendo proprio in questa visione, il Comitato spontaneo, durante l’ultimo mese della passata stagione lirica, aveva realizzato un appello intitolato “Per un teatro migliore” rivolto a sensibilizzare e informare artisti e intellettuali sulla delicata situazione della Fondazione Arena. A questo appello oltre le 250 firme raccolte tra i lavoratori c’è stato anche l’appoggio di personalità di spicco come Leo Nucci, Daniel Oren, Daniel Kriev e il premio nobel Dario Fo.
Come ulteriore mezzo per comunicare ed informare i lavoratori, i veronesi e tutti coloro che hanno a cuore il futuro dell’Arena, il Comitato spontaneo ha anche inserito una propria voce nel forum di nonsoloarena e realizzato un suo blog: www.comitatospontaneo.splinder.com.
Leggiamo sui media dell’imminente e tanto atteso commissariamento e siamo delusi e stupiti dall’apprendere che questo grave fatto passi come un normale e falsamente auspicato provvedimento tecnico risolvibile con una semplice ipoteca sull’Arsenale, altro importante patrimonio veronese. Per noi le vere soluzioni sono i giusti investimenti e la qualità degli spettacoli – nel rispetto di pubblico e lavoratori - e non in temporanee strategie ricavate dal monopoli!
Conoscendo il “salvataggio” del San Carlo di Napoli e il curriculum di Nastasi, diamo il benvenuto al commissario e confidiamo che non sia un semplice “acceleratore di processi notarili” come si vuol far credere ma operi per un vero rilancio della Fondazione che vada al di là degli interessi delle parti e che indaghi a fondo sugli effettivi problemi di questi ultimi dieci anni, primi tra tutti gli sprechi e le spese insensate come l’eccessivo, oneroso e controproducente utilizzo di cooperative in luogo di proprio personale qualificato.
Chiediamo al commissario che nei suoi provvedimenti non vengano effettuati tagli al personale e che l’organico del 2008 sia riconfermato per nome e numero per la prossima stagione 2009. E’ importante sottolineare che uno dei più grandi investimenti che un’azienda può fare è sulla qualità del personale. Durante la stagione lirica la Fondazione contempla tra il suo personale valide figure professionali che non possono assolutamente esser sostituite da cooperative. Come ribadiamo nel nostro appello: non è uguale avere un facchino di una cooperativa al posto di un esperto macchinista. Chi di dovere si ricordi che lo spettacolo lo fanno anche i lavoratori!!!
Crediamo in un teatro migliore!
Questo è un appello che rivolgiamo ad artisti ed intellettuali, a tutti coloro che operano nel mondo della lirica e non solo. Cerchiamo un appoggio e un sostegno contro chi, nel tempo, non ha saputo gestire un teatro -nello specifico la Fondazione Arena- che versa in condizioni economiche gravissime e lanciamo un appello per contrastare chi si è reso responsabile di un deficit culturale, prima che economico.
Questo teatro non ha più un’identità, svilita negli anni da burocrati senza alcuna sensibilità
artistica, capaci solo di minacciare e svilire la dignità professionale dei lavoratori di tutti i settori.
Noi siamo i lavoratori e siamo parte integrante del teatro, perché la costruzione di uno spettacolo è
una somma di mestieri (ci piace usare questo termine) che si incrociano: maestri e professori d’orchestra, macchinisti, danzatori, maestri del coro, tecnici luci, figuranti e corifee, addetti all’amministrazione, sarte, scenografi, falegnami, assistenti alla regia, attrezzisti, maestri collaboratori, personale di sale e retropalco, porta strumenti; i nostri dirigenti pensano che sia uguale avere un macchinista o un facchino, una comparsa con sensibilità artistica ed esperienza o una bella statuina, un regista capace o uno che sa solo correre. QQquesta è una concezione amatoriale che disaffeziona il pubblico, fa perdere di prestigio allo spettacolo e svilisce tutti coloro che contribuiscono alla sua realizzazione: dal tecnico sino al direttore d’orchestra con l’effetto di demotivare chiunque.
Noi vogliamo tornare ad essere orgogliosi del nostro lavoro. Desideriamo i complimenti di chi viene a dirigere un’opera. Non vogliamo più assistere alle imbarazzanti produzioni del recente passato. E’ nostra legittima aspirazione che la critica e i giornali parlino bene dei nostri spettacoli. Ora siamo sistematicamente ignorati. Pretendiamo una direzione che ci consideri una risorsa e non un costo. Esigiamo dirigenti competenti e non esclusivamente autoritari.
Il compito di questa realtà culturale, così famosa nel mondo, è produrre spettacoli degni della notorietà internazionale. Pertanto, siamo a domandare che le produzioni siano di qualità, curate con un tempo adeguato per le prove dei vari settori. Invochiamo il ripristino delle prove generali (aperte al pubblico, come buona prassi del passato), un’identità forte e un Direttore Artistico garante di un progetto culturale e di (ri)portare la Fondazione Arena in tourneé per il mondo e non esclusivamente nella provincia.
Siamo convinti che da queste decisioni si possa risolvere la grave crisi attuale, generata non solo da sovrintendenti che transitano per un periodo troppo limitato, ma soprattutto da questa classe dirigente stabile ed immobile da troppi anni.
Un teatro aperto alle novità, dinamico e propulsivo per la cultura della città, sia durante la stagione estiva che invernale; una ricchezza per Verona, sia sotto il profilo economico che artistico, nonché all’insegna di un doveroso rispetto per le aspettative di qualità del pubblico pagante e per il prestigio che ha reso il festival dell’Arena noto in tutto il mondo.
Aiutateci con la vostra adesione a tornare grandi.
Il Comitato spontaneo dei Lavoratori dell'Arena di Verona
![IMG_0002[1]](http://files.splinder.com/84187fc081783b71b4bf396b4bfd1d8f.jpeg)
Ciao a tutti, domenica 14 settembre è uscito un nuovo articolo del Comitato Spontaneo sul Corriere di Verona come doverosa risposta all’articolo del L’Arena di sabato 6 che, a nostro parere, dipingeva, con toni un po’ troppo trionfalistici, la passata stagione 2008.
Una piccola parte del Comitato si è così riunita e di comune accordo abbiamo deciso di far sentire un’altra versione: la nostra, quella di chi in Arena ci lavora, vede, sente e percepisce che la realtà è ben diversa da come si vuol far credere.
Vi allego il comunicato che abbiamo mandato alla redazione del
Corriere di Verona, del L’Arena e del Il Verona e da cui è stato ricavato l’articolo che prossimamente verrà inserito anche nel nostro BLOG: www.comitatospontaneo.splinder.com.
E’ giusto precisare, come potrete verificare comparando comunicato e articolo, che il giornalista del Corriere di Verona, pur inserendo i contenuti delle nostre perplessità, ha decisamente marcato su un tono molto scandalistico ed ha omesso la parte finale dove ci auspicavamo un dialogo e un confronto con il sovrintendente e il presidente della Fondazione Arena di Verona.
Si vuol cogliere in questo frangente l’ennesima occasione per ribadire il nostro intento che vuol sì far emergere le problematiche della Fondazione ,ma soprattutto, esser propositivo e pronto ad un dialogo per far fronte insieme alla gravosa crisi che ci vede coinvolti e riportare dignità alla “nostra” Arena.
Ci auguriamo e confidiamo di essere in tanti e sempre di più a maturare la consapevolezza che l’Arena oltre ad essere il nostro luogo di lavoro, dove viviamo per vari mesi all’anno, è anche nostro importante – o quantomeno dovrebbe esser tale - patrimonio culturale e quindi, in particolare da adesso e nei prossimi anni, dobbiamo essere uniti e volenterosi nel cercare di migliorare con il nostro impegno e professionalità la delicata situazione che stiamo attraversando.
Il Comitato Spontaneo dei Lavoratori della Fondazione Arena di Verona nasce e prosegue con questa visione e si propone come ulteriore mezzo disponibile ai lavoratori, ai veronesi, agli amanti della lirica e a chiunque abbia a cuore il futuro dell’Arena per rendere migliore la qualità degli spettacoli proposti e garantire prosperità e visibilità alle future produzioni, nonché, ovviamente e implicitamente, garanzie e rispetto dei diritti per tutti i lavoratori!!!
COMUNICATO DEL COMITATO SPONTANEO AI GIORNALI LOCALI:
Per noi, ragazzi del Comitato Spontaneo dei Lavoratori della Fondazione Arena di Verona, apprendere dai giornali locali che la stagione lirica 2008 si è conclusa positivamente è stato decisamente scioccante. Leggere termini come “gestione che funziona bene”, “numeri pressoché invariati rispetto l’anno precedente”, “inversione positiva di tendenza”, e relazionarli alla stagione di quest’anno, a noi, che nell’Arena abbiamo lavorato ogni sera e visto coi nostri occhi la diminuzione di pubblico, lascia a dir poco sbalorditi. Qualcosa non funziona nella lettura dei dati che ci viene presentata oppure funziona fin troppo bene ma in quel caso trattasi di mistificazione. Come definire se non in altro modo l’incongruenza, il paradosso di questa stagione 2008? Come si possono usare certi toni trionfalistici quando sono stati venduti 608 biglietti in più ma con 514.000 euro di incasso in meno rispetto alla passata stagione che di certo non era stata un successo? In totale, questi 608 biglietti, su 49 repliche, corrispondono circa a 12 persone in più, a serata, distribuite in un anfiteatro della capienza di 15.000 posti. C’è veramente da esser soddisfatti? Considerando che i biglietti della platea hanno anche subito un rincaro dei prezzi, qui veramente c’è poco da festeggiare e tutto da chiarire: più biglietti venduti, più cari e meno incasso! Come lo si spiega?
Forse una possibile risposta può venire dai last minute o forse da certi biglietti in platea dati gratuitamente o al ridicolo costo di 1 euro!
Sarebbe interessante sapere quanti dei tanti biglietti venduti sono last-minute, cioè quanti biglietti sono stati rilasciati, lo stesso giorno della rappresentazione, al 40% di sconto; e ancor più interessante sarebbe sapere quanti biglietti per la platea sono stati concessi gratuitamente o all’irrilevante prezzo di 1 euro.
Da quanto ci è dato sapere biglietti omaggio o a una cifra simbolica sono da sempre in dotazione al sovrintendente e ad altre cariche in qualità di benefit per i loro incarichi ma a quanti biglietti hanno diritto e che limite di disponibilità hanno? Inoltre, in un drammatico momento di crisi come quello che sta affrontando la Fondazione Arena è lecito ed etico da parte di questi privilegiati usufruire di questa possibilità? E, in caso affermativo, fino a che punto?
Sebbene la possibilità dei last minute sia utilizzata da tempo anche da altri teatri, per la particolare realtà turistica veronese che già soffre di una situazione mordi e fuggi, non è forse controproducente incentivare i turisti ad acquistare i biglietti all’ultimo momento invece di far loro programmare un soggiorno più pianificato e probabilmente più duraturo?
Inoltre, non è forse meglio, al là dei last minute, cercare di incentivare la presenza del pubblico con nuove produzioni? Siamo d’accordo che, in questo delicato momento, è forse eccessivamente oneroso per la Fondazione accollarsi la spesa di nuove produzioni, eppure è anche scandaloso e deleterio che in 2 anni (2008-2009) non ci sia neppure una novità in cartellone.
Come può, l’Arena, il più grande teatro lirico all’aperto del mondo, non permettersi neppure una nuova produzione in 2 anni o forse più? Com’è possibile incoraggiare il pubblico esigente ad assistere sempre agli stessi allestimenti?
Noi del Comitato Spontaneo dei Lavoratori della Fondazione Arena di Verona, ci rendiamo pienamente conto delle difficoltà in cui la Fondazione si trova, ma questa consapevolezza non ci vieta di annunciare come stanno le cose e qual è la nostra visione: crediamo fortemente che la soluzione ai problemi sia nell’investimento artistico e qualitativo delle produzioni e nella salvaguardia delle professionalità che le realizzano affinché si possa riportare l’Arena alla sua originaria dignità. Riteniamo che l’aumento di pubblico e il suo gradimento non vadano ricercati con le svendite e gli omaggi ma con gli investimenti nella qualità degli spettacoli.
Noi, lavoratori per la maggior parte veronesi, che ci sentiamo parte dello spettacolo e siamo spesso in contatto col pubblico, confidiamo in un dialogo proficuo con il sovrintendente Francesco Girondini e il presidente della Fondazione Flavio Tosi per offrire la nostra visione e le nostre proposte al fine di evitare sprechi, superare la crisi, assecondare le esigenze e le aspettative degli spettatori e finalmente sì, senza mistificazioni, esser soddisfatti ed orgogliosi della “nostra” Arena.
Verso fine settembre, molto probabilmente, organizzeremo un aperitivo o cena per trovarci e confrontare idee, progetti, iniziative e proposte e realizzare una redazione per il Libro bianco.
Attendendo prossime comunicazioni continuate ad informare, sensibilizzare e cercare utili soluzioni per la nostra visione comune.
Ci vediamo presto, ciao!

La stagione è bell'e finita ma il Comitato continua la sua campagna di sensibilizzazione sullo stato della Fondazione Arena. Mercoledì scorso una delegazione del Comitato si è recata a Vicenza per incontrare Dario Fo al festival No-Dal Molin. Il grande maestro Dario Fo, premio Nobel per la letterattura 1997, dopo la rappresentazione dello spettacolo "La tigre e la zebra", ha ascoltato i rappresentanti del Comitato e letto l'appello, dandoci la sua solidarietà. Dario non ha solo firmato l'appello ma ci ha regalato un suo disegno con la frase "Salviamo l'Arena". Grazie Dario!!!
Il Comitato continuerà la sua attività anche in autunno ed in inverno, creando un ponte tra la stagione del festival 2008 e quella del 2009. Presto il Blog avrà un nuovo spazio su una piattaforma differente, che ci offre la possibilità di aprire un sito da affiancare al diario e di distribuire una newsletter.
La stagione 2008 del Festival Areniano
volge al termine. Una stagione travagliata, iniziata con l'invio di SMS - invece della tradizionale telefonata - per la convocazione dei tecnici aggiunti, proseguita con il trasferimento delle mansioni di smontaggio alla cooperativa di facchinaggio – compito ordinario dei macchinisti in qualsiasi teatro - l'incidente del 19 giugno – sul quale è calato un vergognoso silenzio- il licenziamento di Barbato e lo sciopero dei tecnici il 26 luglio, culminata oggi con l'elezione dei rappresentanti delle RSU. Tuttavia è molto probabile che questa stagione resterà nella memoria di tutti come la stagione del Comitato, la cui nascita il 1° Agosto ha smosso equilibri fermi da troppi anni, risvegliando in molti un entusiasmo che sembrava sopito. Il Comitato spontaneo dei Lavoratori della Fondazione Arena di Verona, è stato ed è una straordinaria esperienza di sindacato di base, ma non solo. E' un momento di rinascita per un gruppo di lavoratori che si era abituato ad osservare un orizzonte poco luminoso, un futuro incerto.
Nato con una posizione critica nei confronti dei sindacati tradizionali, il Comitato non è in lotta contro nessuna delle sigle rappresentate nelle RSU. Tutti coloro che hanno fondato, creduto, fatto vivere il Comitato organizzando incontri e conferenze stampa, scrivendo documenti e volantini, partecipando alle assemblee e alle iniziative del Comitato, avevano ed hanno ben chiaro nella testa che esso deve costituire da stimolo per un sindacato troppo spesso pigro e poco attento alle reali necessità dei lavoratori. Per questo il Comitato ha scelto di non presentare una lista propria alle elezioni RSU, evitando di marcare una linea di confine tra sé e i sindacati che avrebbe fatto il gioco della controparte. Noi vogliamo che i sindacati facciano proprie le richieste del Comitato, e che le portino avanti senza giochi politici, senza truccare le carte.
Tutta l'attività del Comitato è stata volta a questo obiettivo, lavorando prima di tutto sul piano culturale: rompere la paura, il clima di sottomissione che regna dietro le quinte. In questo senso la scelta di volantini divertenti e ironici, che si riflettono nel Forum e nel Blog in uno stile colorato, giocoso, irriverente. Volevamo distinguerci dallo stile asciutto e un po' tetro dei comunicati sindacali, che ripete da anni le stesse formule ormai svuotate di senso. Il Comitato ha fatto leva su sentimenti nuovi e concreti espressi da un gruppo di lavoratori che vede minacciate esigenze primarie: il posto di lavoro, i diritti sindacali, la certezza nel futuro, agendo con la consapevolezza che quelle rivendicazioni avevano bisogno di nuove parole e nuove sinergie.
Tra i meriti del Comitato in definitiva c'è quello di aver rotto il silenzio, di aver riavvicinato i settori del teatro, di aver fatto in modo che persone che lavorano fianco a fianco da anni senza mai rivolgersi la parola, oggi, incontrandosi nei corridoi dell'Arena, si salutino. Certo abbiamo pagato la spontaneità troppo spesso con l'ingenuità: decisioni affrettate che hanno portato a rocamboleschi passi indietro, cambiamenti di linea. Anche in questo il Comitato ha dimostrato la sua novità, la sua freschezza. Crediamo che questo Comitato sia stato davvero la voce di tutti quelli che hanno preso parte alle assemblee. Tante sono le mani che hanno scritto i documenti affissi in bacheca, ed i numerosi tentennamenti iniziali erano il risultato del tentativo di conciliare tutte le voci espresse nell'assemblea. In questo il Comitato è stato ed è una meravigliosa esperienza di democrazia diretta, uno straordinario bacino di voci, interne all'Arena, a disposizione di tutti coloro che abbiano interesse a prendervi parte, sindacati in primis.
Il Comitato spontaneo è una esperienza nuova, di rottura. Rompe gli schemi sindacali su cui da vent'anni si è adagiato il dialogo tra lavoratori e dirigenza e lo fa in un momento in cui vanno rotti gli indugi. Il paventato piano di rilancio industriale, prossimo alla messa in atto, minaccia il futuro di tante persone che fanno parte di questa struttura, e di disperdere il patrimonio tecnico e artistico rappresentato dai lavoratori dell'Arena. Noi crediamo che l'unico rilancio possibile sia quello culturale. Vogliamo un teatro di cui essere orgogliosi, un festival che coinvolga tutta la città, che sia bello, che non si limiti ad essere un macchina per spellare soldi ai turisti. Vogliamo una linea artistica nuova, una nuova classe dirigente, il rispetto dei lavoratori e del pubblico.
Per questo la stagione si chiude ma il Comitato resta vivo. Invitiamo tutti a prendere parte alla assemblea di programmazione autunnale, sabato 30 agosto, dopo l'opera presso il Bar Brà.
www.comitatospontaneo.splinder.com
Comitato
Fatti... non pugnette!!!
Nonostante il silenzio del Blog di questi giorni, il Comitato ha continuato la sua opera. Cliccando sul link qui di seguito potrai leggere il fax che abbiamo inviato al Prefetto di Verona
E qui di seguito la risposta del Prefetto:
Intanto stiamo continuando la campagna di sensibilizzazione nei confronti della stampa e del mondo della cultura. Dopo Leo Nucci, stiamo aspettando la risposta al nostro appello di Beppe Grillo, Moni Ovadia, Denis Krief, Roberto Bolle, Graham Vick, Ennio Morricone, Claudio Abbado, Uto Ughi. Un nostro comunicato stampa è stato inviato anche alle redazioni dei giornali tedeschi:
Der Spiegel
Frankfurter Allgemeine Zeitung
Welt
Stern
Suddeutsche Zeitung
Bild
Zeit
e Austriaci:
DIe Presse
Salzburger
Der Standard
Intanto dopo il festone nelle campagne della Valpolicella di lunedì e martedì scorso il Comitato ha deciso di incontrarsi per
l'assemblea di chiusura della stagione estiva sabato 30 agosto al bar Brà dopo l'opera.
Argomento dell'assembela saranno gli appuntamenti e le strategie del Comitato per la stagione invernale.
Invitiamo tutti a partecipare.
Poi Domenica 31 agosto al Kroen di Villafranca dopo l'opera festa di fine stagione (tema della serata: Birra Gratis!!!).
Finisce la stagione ma il Comitato resta!!!
Ehi, ragazzi, se stamattina 17 agosto vi siete alzati alla buon'ora e avete dato un occhio a "L’Arena" pagina 14 o al Corriere di Verona pagina 2….avete già capito che è finito il tempo delle “pugnette”!!!....ed è arrivato il tempo dei FATTI!!!
IL COMITATO E’ SEMPRE AL LAVORO!!!(…e non ci sono buchi nella sua programmazione!!!)
La conferenza stampa di cui si parlava insieme nel precedente incontro del Comitato è stata fatta sabato 16, come da programma, e i contenuti espressi li potete ben leggere sui giornali (in particolare l’Arena).
Dal momento che, purtroppo, come previsto,
E su questo ultimo punto, vi comunico che è pienamente d’accordo il grande e mitico LEO NUCCI che già sabato sera, vestito da Nabucco, ha firmato, con dedica, il quaderno con la lettera di sensibilizzazione che il Comitato sta consegnando, ad ogni opera, ai cantanti e direttori d’orchestra e, ovviamente, a tutti i lavoratori (al momento abbiamo superato le 150 firme ma nei prossimi giorni aumenteranno!).
Ecco a tutti il contenuto delle parole di solidarietà di LEO:

Verona 16 agosto 2008
Come cantante sono scritturato e con onestà certe problematiche sono “forse” per me diverse.
Come uomo di teatro posso solo condividere il vostro entusiasmo e rigore perché questo nostro “Mestiere” sia svolto nella maniera più giusta e consona per quello che è in realtà e rappresenta.
Abbiate sempre il coraggio delle vostre idee quando servono a “servire” e migliorare questa nobile Arte e principalmente questo splendido, unico Teatro: l’Arena di Verona
Leo Nucci
GRAZIE LEO!
Grazie per il tuo entusiasmo, per la tua sensibilità e per il tuo consiglio: cercheremo sempre di avere il coraggio delle nostre idee e portarle avanti per migliorare questo nostro splendido e unico Teatro, le cui problematiche riflettono quelle di tante altre realtà culturali del nostro Paese.
E’ stato ribadito, anche in presenza dei giornali, l’appello ai sindacati a fare proprie le istanze del Comitato! TUTTI UNITI PER UNA CAUSA COMUNE!!!

Il prossimo appuntamento è fissato per Giovedì 21 agosto, dopo Aida, sempre sui gradini del Municipio (dietro la catena anti-panini che imbratta i gradini del Municipio).
Mentre tutta l'Italia si sollazza al sole del ponte ferragostano, noi lavoratori del Comitato ci incontriamo con la stampa veronese in piazza Brà.
